giovedì 26 giugno 2014

PORSCHE - Turbo Animation




1960 Francia - Henry CHAPRON Carrossier Paris - CITROEN DS Cabriolet



Le DS Cabriolet

 
Prima ancora di commercializzare la DS 19 berlina, Flaminio Bertoni aveva già realizzato dei disegni raffiguranti una ipotetica versione scoperta della DS. Tale versione prefigurava con efficacia quella che sarebbe stata la versione definitiva. Tuttavia fu il carrozziere Henri Chapron a realizzare fisicamente le cabriolet su base DS, sia quelle commercializzate ufficialmente dalla Casa, sia altre varianti nate prima o durante la commercializzazione delle prime e mai ufficialmente in listino, ma concepite semplicemente come fuoriserie.
Le prime cabriolet DS ufficialmente commercializzate dalla Casa francese vennero introdotte nel 1960 e denominate DS 19 Cabriolet, poiché equipaggiate dal 1.9 di origine Traction Avant presente anche sulle DS 19 berlina. Oltre che per la presenza della capote in tela, le DS Cabriolet si differenziavano anche per il corpo vettura a due porte anziché quattro.
Nel 1965 la DS 19 Cabriolet venne sostituita dalla DS 21 Cabriolet, la quale venne affiancata nel 1969 anche dalla DS 21 I.E. Cabriolet, con motore ad iniezione elettronica.
La produzione della DS Cabriolet terminò nel 1971: questa vettura scoperta ha rappresentato in quegli anni il massimo del prestigio nella produzione della Casa del Double Chevron. Oggi le DS Cabriolet sono molto ricercate dai collezionisti e raggiungono alte quotazioni.
La produzione, come per tutte le DS, è incerta: si stimano 1365 esemplari prodotti, ma altre fonti ne riportano 1253.

lunedì 9 giugno 2014

JAGUAR XJ 13 - Il giaguaro che non corse mai - Disegno di Michael TURNER



Il progetto della Jaguar XJ13 vede la luce all’inizio degli anni Sessanta quando gli ingegneri della Casa britannica, reduce da cinque successi alla 24 Ore di Le Mans nel decennio precedente (1951, 1953, 1955, 1956 e 1957), decidono di creare un’erede della D-Type all’insaputa del fondatore dell’azienda William Lyons, contrario all’idea.
La vettura - ricca di alluminio (utlizzato per il telaio e la carrozzeria) - monta un motore 5.0 V12 da 502 CV. Questa unità - la prima a dodici cilindri del marchio inglese - verrà successivamente adottata (dopo opportune modifiche per l’utilizzo sui modelli di serie) sulla coupé E-Type e sull’ammiraglia XJ.

La costruzione della Jaguar XJ13 inizia nel 1966 ma numerosi ritardi nella progettazione impediscono alla vettura di prendere parte alla 24 Ore di Le Mans dell’anno successivo. Molti appassionati di motorsport dubitano, però, del livello di competitività di questo modello visto che in gara era presente la mostruosa Ford GT40, dotata di un possente propulsore 7.0 V8.

Il cambio di regolamento del 1968, che vieta la partecipazione a vetture con motori di cilindrata superiore a 3 litri a meno che non siano state prodotte in almeno 50 esemplari, rende la sportiva “british” inutilizzabile nelle gare.

La Jaguar XJ13 viene utilizzata negli anni Settanta come protagonista di spot pubblicitari per il lancio della E-Type ma durante una ripresa viene quasi distrutta in un incidente dovuto al distacco di una ruota. La vettura viene ricostruita nel 1973 con un nuovo motore, che subisce gravi danni poco dopo per via di un fuorigiri prolungato.

Il propulsore originale viene quindi rimontato ma non mancano altri danni: nel 2004 durante un’operazione di scarico da un camion la XJ13 urta contro un marciapiede danneggiando il basamento del motore e il modello attualmente presente nel museo di Gaydon è frutto di un profondo restauro da parte della Casa britannica.